DAGA' PROJECT contributo all'alfabetizzazione

Milano

                        

Luogo           MALI: regione di Bandiagara – Villaggio di Daga

 

         

Come Presidente dell’Associazione LandsGate e come Responsabile dell’Area Tematica dedicata allo Sviluppo Umano, assieme a tutti coloro che in seno all’Associazione stessa hanno fortemente creduto, voluto e collaborato per la sua  riuscita, sono lieto di presentare il progetto “Dagà Project” in Mali, realizzato nel quadro del progetto di “Conservazione e sviluppo sostenibili nel villaggio di Dagà del Pays Dogon, Repubblica del Mali”, progetto del quale LANDSGATE  ha creduto fortemente fin dall’inizio e del quale, verrà proposta una breve sintesi.

Con questa relazione, vorrei renderVi giustamente partecipi delle attività svolte e della tipologia degli interventi che vorremo siano effettuati, in funzione alla scaletta di priorità sotto riportata e soprattutto perché si possano conoscere le tipologie d’intervento per le quali andremo ad apportare la nostra opera unita a quella del villaggio stesso.


 RELAZIONE TECNICA  

           

            Identificazione geografica del LUOGO

MALI – Pays-Dogon – Bandiagara – Sangha – DAGA

Si parte da Bamako (la capitale del Mali) e si procede sulla la direttrice che porta a Gao, nell’estremo est del paese. Costeggiamo il fiume Niger, direzione nord-est fino all’altezza di Mopti. Li occorre deviare verso est, all’interno, seguendo la direzione di Sevaré e proseguire fino a raggiungere Bandiagara. Da li si imbocca una pista che ci permette di inoltrarci nel cuore del Pays-Dogon, verso Sanghà. Giunti a tre chilometri da Sanghà  si svolta a destra, verso sud, imboccando una traccia in savana diretta al villaggio di Tirelì. Dopo meno di una decina di chilometri, si devia ancora verso est per raggiungere il villaggio di Dagà. Il percorso che porta al villaggio non è di semplice localizzazione, ad occhi inesperti, risulta alquanto difficoltosa la sua individuazione, ma una guida attenta ci permetterà di individuarlo con facilità. Al nostro arrivo, abbiamo percorso circa km 850.

      

       Analisi del TERRITORIO circostante

il villaggio di Dagà é composto da tre “quartieri” che distano tra loro diversi chilometri. Il territorio circostante presenta una vegetazione tipica della savana africana (brousse), brullo ed arido nella stagione secca. La zona è rocciosa e l’andamento morfologico che delimita l’area, presenta una depressione tra due plateau. Questa depressione forma un largo canyon che divide praticamente il quartiere posto nella posizione centrale rispetto agli altri due. Questa caratteristica, crea nei locali difficoltà di transito soprattutto nelle ore serali. Il passaggio d’attraversamento del canyon si inerpica su un sentiero alquanto scosceso che permette agli abitanti di superare la depressione e raggiungere (dopo alcuni chilometri) la pista principale Tirelì-Sanghà.   

 

ESIGENZE LOCALI – rilevate nel 2009

A seguito di un operazione di sostegno alla scuola elementare locale, è avvenuto un primo contatto con la popolazione autoctona che ci ha permesso di poter visionare e raccogliere talune esigenze. L’incontro avvenuto col capo villaggio, col responsabile della scuola e con la presidente dell’associazione delle donne di Dagà, ci ha permesso di poter formulare le prime analisi delle richieste avanzate. Le richieste di rilevante importanza trattano principalmente di una struttura da utilizzare come luogo di alfabetizzazione per le donne di Dagà e di un pozzo per poter ricavare dell’acqua potabile. A tal proposito è stato stilato un rapporto che descrive la missione effettuata con le relative richieste.

 

Rapporto 2009 (missione effettuata con associazione edoné) Bandiagara – Daga 

 

                Bandiagara – Daga 10 marzo 2009

               Raggiungimento edificio scolastico di Daga per comprendere le esigenze dei locali. I primi contatti sono avvenuti in una delle due aule dell’edificio, in cui erano presenti:

• personale scolastico (direttore)

• alunni destinatari della raccolta fondi

• associazione parenti degli alunni

• associazione donne di Daga

• capovillaggio

è stata spiegata l’iniziativa “una matita & un quaderno”, dedicata esclusivamente alla scolarizzazione dei bambini di Daga. A tal proposito, sono state espresse ed accolte le opinioni utili alla ripartizione della prima “tranche” dell’importo destinato ai fabbisogni didattici (netto di CFA 645.250= € 992,69), ovvero:

CFA 435.250 per acquisto materiale didattico

CFA 210.000 per pagamento arretrati maestro e conseguente prosecuzione della didattica Utile a supportare, salvaguardare l’anno scolastico 2008/2009.

È avvenuta l’ufficializzazione scritta di quanto definito ed il ritiro delle richieste debitamente firmate.

A questo punto, sono intercorsi i dovuti accordi su:

• La compilazione della lista ufficiale di prenotazione del materiale c/o  a libreria di Bandiagara a cura dei rappresentanti A.P.E. (association Parents des eleves) ed il direttore scolastico

• La consegna fisica della lista alla libreria di Bandiagara, perchè si preoccupi della completa fornitura del materiale

• Gli accordi sul ritiro del materiale

• La consegna alla scuola di Dagà

Definito il primo step sui fabbisogni relativi alla scolarizzazione dei bambini di Daga, si è passati ad altre esigenze di carattere generale, relative a:

• Implementazione impiantistica dell’edificio tramite fornitura di placche solari che permettano l’illuminazione di una porzione dello stabile, utile alla prosecuzione dello studio da parte degli alunni, della correzione dei lavori da parte dei maestri

• alfabetizzazione delle donne di Daga, con la costruzione di un edificio nel quartiere del villaggio che si affaccia sul canyon che divide il quartiere dalla scuola stessa

• costruzione di un pozzo in prossimità della scuola per permettere agli alunni che frequentano i corsi di rientrare in famiglia con la giusta razione d’acqua senza doversela procurare in pozzi distanti col rischio di non poter frequentare l’anno scolastico. Si è svolto un sopralluogo preliminare sul campo per meglio approfondire le tematiche sopraindicate ed effettuare una prima valutazione di massima sulla fattibilità o meno di talune richieste. In seguito è stato formalizzato quanto discusso ed integrato nelle precedenti richieste stilate e controfirmate della direzione della scuola e dell’associazione delle donne di Daga per la valutazione e l’assemblaggio di un nuovo progetto di alfabetizzazione/sviluppo su Daga.

 

Bandiagara – Daga 14 marzo 2009

Ritiro materiale prenotato e pervenuto c/o la libreria di Bandiagara

Primo controllo quantitativo del materiale scelto e commissionato dai referenti A.P.E. e Direttore

  •          Pagamento e ritiro della fatturazione
  •          Carico e trasporto a Daga.
  •          Consegna materiale didattico alla scuola
  •          Controllo minuzioso della qualità e della quantità del materiale acquistato
  •          Controllo tecnico del materiale con la direzione scolastica (il perché ed a cosa serve)
  •          Ritiro ricevute di consegna del materiale alla scuola
  •          Colloquio con l’insegnante a fronte del ritiro dell’impegno scritto e controfirmato del maestro
  •          Comunicazione ufficiale dell’impegno alla prosecuzione didattica da parte del maestro agli alunni, direttore, A.P.E., Associazione delle Donne di Dagà, Capo Villaggio.

 

ANALISI DELLE ESIGENZE:

il seguito della missione del 2009, ha prodotto una prima analisi delle esigenze riscontrate. Ha prodotto inizialmente una bozza progettuale che successivamente è stata discussa ed affinata direttamente in loco, coi diretti interessati.

Il lavoro è stato dunque suddiviso in differenti fasi operative:

 

1.      fase locale

la fase locale è quella che, subito dopo aver raccolto le esigenze, è stata trattata nell’immediato con un tecnico che opera sul territorio e segue differenti progetti umanitari. Daniele Dembele, figlio della consolle italiana in Mali (Loriana). A lui è stato spiegato l’iter a cui si è arrivati per raccogliere le esigenze espresse dai locali. Con lui, oltre a queste esigenze se ne sono potute approfondire altre, ampliando così il parco di conoscenze relative a differenti opportunità da proporre a Dagà. Nell’insieme:

  •          la costruzione di una struttura atta ad accogliere alunni (scuola di formazione)
  •          l’impianto di illuminazione costituito da pannelli solare (fotovoltaico)
  •          la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile
  •          l’installazione di serbatoi di raccolta acque

   

2.      Fase remota

la fase remota, una volta giunti in Italia, ha permesso l’analisi di quanto sopra ed ha sviluppato una prima bozza grafica relativa alla costruzione di un immobile che possa contenere la formazione (scuola)

 

3.      Fase di sopralluogo

Dopo tutto questo, si è pensato di approfondire ed affinare questa “bozza progettuale”, ovvero, si è deciso di voler effettuare un sopralluogo in loco.

A tal proposito, grazie al contatto locale, Soulejmane Napo si è potuto organizzare un incontro definitivo, raggruppando i responsabili interessati a discutere la cosa.

Il risultato della missione si evincerebbe dai seguenti punti:

 a)     Valutazione ed affinamento delle reali necessità: 

le necessità richieste e quelle studiate in fase remota (in Italia), dovranno sposarsi con reali necessità locali. A tal proposito è stato ritenuto utile parlare in maniera approfondita sia col capo villaggio, sia con l’associazione delle donne di Dagà, sia con l’associazione dei genitori degli alunni di Dagà, sia coi responsabili del plesso scolastico esistente perché vengano motivate fortemente queste esigenze

b)     Valutazione del reale interesse alla partecipazione da parte dei locali:

una volta che sono state sviscerate le reali motivazioni, si è potuto capire come i fruitori stessi o i responsabili sopra identificati  vogliano e debbano contribuire (economicamente e con forza lavoro) alle varie “pezze” che compongono l’intero progetto

c)     valutare la reale fattibilità delle “pezze di progetto” che realmente necessitano:

a questo punto si é potuto effettuare una vera e propria analisi tecnica della fattibilità di costruire le singole “pezze”, ovvero: dimensioni del terreno ideali per erigere il fabbricato, disponibilità del terreno stesso, possibilità di costruire un pozzo trivellato poiché la falda è molto bassa ed il terreno è prevalentemente roccioso invece di un pozzo tradizionale, con scavo manuale con profondità massima di m.40

d)     valutarne il costo economico tramite imprese locali:

fatta la valutazione tecnica, si é passati alla valutazione economica delle singole “pezze” del progetto:

  •          il costo del fabbricato d’alfabetizzazione femminile (progetto riadattato)
  •          il costo dell’elettrificazione tramite impianto fotovoltaico con pannelli solari
  •          il costo della formazione di base per la gestione elementare della manutenzione dell’impianto
  •         il costo dell’impianto di recupero e distribuzione acqua potabile ed irrigua
  •         il costo del completamento dell’immobile del direttore didattico
  •         il costo di due contenitori (riserve di distribuzione) per l’acqua potabile e l’acqua irrigua
  •         il costo dei tecnici (geologo ed agronomo)

e)     valutare l’impegno che dovrà essere profuso dai futuri fruitori:

i futuri fruitori, hanno garantire un contributo (in %) per ogni singola “pezza di progetto”. Questo contributo si differenzia in:

  •          Economico: si é valutata la percentuale economica nel 10% circa degli importi,  che dovrà essere versata per ogni singolo intervento. Il contributo non dovrà rivestire caratteristiche prettamente economiche (monetizzazione), ma potrà essere versato in forza lavoro (vedi contributo pratico)
  •          Pratico: si valuta e si decide quali pezzi o contributi dovranno pervenire in ogni singola “pezza di progetto”, per esempio: nel fabbricato, le porte e gli scuri dovranno essere interamente prodotti da scultori locali. Le pietre di costruzione dovranno essere squadrate e prodotte da scalpellini locali. I bassorilievi che andranno ad abbellire le facciate del fabbricato dovranno essere necessariamente prodotti dai fruitori stessi……………..etc.

   

TIPOLOGIA COSTRUTTIVA (rispetto dell’architettura esistente)

Parliamo ora dell’architettura del fabbricato, ma in realtà parliamo innanzitutto di cultura, visto che la preoccupazione principale è quella di inserire il progetto nel contesto sociale e produttivo del luogo prescelto, rispettandone la storia culturale ed ambientale. Per scelta ideologica, morale, estetica e tecnica, per la costruzione dell’edificio, per quanto possibile, è stata quindi attuata la rinuncia alle tecnologie di stampo occidentale. La tipologia costruttiva locale deve necessariamente essere presa a modello.

Le costruzioni locali hanno una struttura portante in pietra, col principio del muro a secco (che lavora a compressione). Sopra questa struttura viene spalmato un composto di terra, paglia, acqua e sterco in proporzioni variabili (Banko). Questa malta, indurendo e penetrando negli interstizi, lega le strutture rendendole solidali tra di loro. Nei pressi del cantiere, dovrà essere approvvigionata l’argilla (Bankò)

Per non deturpare la particolarità architettonica della “urbanistica” esistente, si costruirà seguendo questo principio. Sono essenzialmente due, con possibili varianti, le tecniche principali di costruzione in terra cruda:

l’Adobe (Banko), tecnica che prevede l’uso dei mattoni (brik) di terra mescolata a paglia (e sterco a volte) ed essiccata al sole. il Pisé o terra battuta, che prevede la realizzazione di murature comprimendo l’impasto con terra cruda in apposite casseformi larghe quanto lo spessore del muro che si vuole costruire.

Le abitazioni costruite interamente in terra, di solito sono realizzate con l’impiego di legno nella struttura portante. Le costruzioni in Banko, se supportate da un’adeguata manutenzione, possono effettivamente sfidare gli anni. Occorre ricordare che l’uso del calcestruzzo, per quanto negli ultimi decenni glorificato, è ben lungi dal garantire alla costruzione una durata eterna né é in grado di assicurare un clima interno favorevole. (rammentiamo temperature massime che sfiorano addirittura i 48/50°). A tal proposito vedere la scheda allegata: Architettura spontanea – Bankò, l’arte del “plasmare” in terra cruda. La tipologia che andremo a replicare, si rifà al puro stile Dogon, con qualche licenza costruttiva, atta a migliorarne la struttura senza andare ad intaccarne l’estetica. Per esempio, l’uso di malta cementizia tra gli interstizi della muratura a secco per preservarne la corrosione data da eventuali passaggi di termiti o l’uso di una controparete interna in brik di banko per creare un miglior isolamento termico.

  

ANALISI della COSTRUZIONE da realizzare:

La costruzione consta in un fabbricato a pianta rettangolare, composto da un piano fuori terra che, sarà formato da un vano principale con scopo di aula formativa (la scuola vera e propria) che conterrà un numero massimo di circa 50 posti a sedere (sui banchi). Sul retro alloggeranno i servizi igienici ed un locale tecnico per contenere gli accumulatori dell’impianto fotovoltaico. Il lato sinistro della facciata d’ingresso ospiterà una scala esterna che porterà al piano superiore. Correrà lungo il perimetro un pergolato frangisole utile ad abbattere l’intensità termica sui muri, che aggetterà all’esterno di un paio di metri. Il pergolato sarà sorretto da colonne lignee scolpite (Dogon) che sosterranno un assito che a sua volta servirà da sostegno ad un intreccio arboreo. Il solaio del piano terreno (terrazzo) sarà poggiato sulle murature portanti perimetrali e sorretto da una serie di colonne lignee che legheranno una travatura reticolare costruita in legno. I’intradosso del solaio sarà quindi adagiato sul sistema incrociato delle travi (gabbia  a vista) che nell’insieme sosterranno il terrazzo stesso . il terrazzo ospiterà i pannelli solari che forniranno energia alle batterie presenti nel locale tecnico del piano terreno. La caveria dell’impianto, correrà lungo un “camino” esterno, costruito d’angolo, con pietra a vista, in appoggio alla struttura, che fungerà da cavedio per gli impianti.

 

SVILUPPO DELLE PROBLEMATICHE

Da una prima bozza progettuale avanzata, viste le reali necessità in loco, si è potuto affinare, apportate sostanziali ed ulteriori migliorie e definire quello che oggi vorremo realizzare a sostegno della popolazione Dogon in Mali. Per poter illustrare l’attività è utile comprendere le reali necessità che insistono sul territorio oggetto d’intervento e per facilitarne la comprensione e la realizzazione stessa, si è pensato di suddividere le necessità in moduli di intervento. Ogni modulo prevede un opera a se stante, ma non fine a se stessa. Tale opera verrà integrata alle altre in modo tale da costituire una completezza progettuale. Le opere, prima pensate e poi discusse e condivise direttamente sul posto (coi beneficiari), trattano necessariamente le priorità necessarie in loco, che sono:

 

1.    Acqua

2.    Luce (energia elettrica)

3.    Formazione

4.    Sviluppo

   

RIUNIONE, DEFINIZIONE DELLE ESIGENZE E DEI COMPITI:

A fronte di necessità e fabbisogni oggettivi, richiesti precedentemente dalla comunità del villaggio di Dagà, si è pensato di voler coinvolgere direttamente gli attori locali con una riunione in loco per poter valutate le reali necessità ed adattare la bozza progettuale nata in sede ONLUS LANDSGATE. Durante la riunione, svoltasi nelle giornate del 20/21/22 aprile 2010, presenti:

 

  •          Marino Nebuloni                    (Presidente Onlus Landsgate)
  •          Stefano Capotorti                  (Rappresentante Ong Italiane in Mali)
  •          Mandalou Saye                     (Capo Villaggio)
  •          Hamidou dit Bahi Témé        (Direttore Didattico)
  •          Deboura Poudiougo              (Presidente Associazione Donne di Dagà)
  •          Legueloum Saye                   (Vice Presidente Associazione Donne di Dagà)
  •          Amadingue Saye                  (Segretaria Associazione Donne di Dagà)
  •          Boubakar                              (Tecnico incaricato da Daniel Dembele)
  •          Souleymane Napo                (Referente Locale)

 

 

si sono fatte talune considerazioni. Da queste considerazioni sono nati e consolidati taluni punti

   

  •       Una prima valutazione di massima della superficie necessaria all’insistenza della struttura, l’accertamento di proprietà e la possibile cessione/fruibilità del terreno sono la base per poter dar seguito ad una progettazione grafico/costruttiva di massima. Si è riscontrato in fase di riunione, che Il terreno individuato fa parte dell’area comune del villaggio stesso.
  •       Si è passati ad una valutazione di massima relativa ai costi di costruzione ed alla reperibilità di beni ed accessori utili. Si è stimata la tempistica costruttiva dell’opera in 90 giorni.
  •       In collaborazione con le istituzioni massime del villaggio, presenti in nella riunione svoltasi a fine aprile 2010, si è definita e quantificata la volontà di partecipazione attiva del villaggio stesso, per la realizzazione del progetto (con quali materiali, quale cifra e quale impegno in manodopera il villaggio intende collaborare)
  •       Sempre con le istituzioni del villaggio, si è definita la destinazione d’uso e la proprietà dello stabile e delle strutture ad esso correlate per il buon funzionamento del progetto stesso.
  •        È stata infine definita la cooperativa gestionale (associazione delle donne di Dagà) utile a seguire il prosieguo e la gestione del progetto
  •       L’individuazione di un responsabile referente in loco (Soulemaine Napo) per le comunicazioni del caso e la nomina di un responsabile/coordinatore di cantiere (Daniel Dembele)  hanno concluso il ciclo organizzativo. Queste due figure seguiranno i lavori, che saranno relazionati su un giornale di cantiere che permetterà di controllare e seguire correttamente lo stato d’avanzamento degli stessi. Questo permetterà ai referenti in loco di poter compilare le dovute relazioni (documentate fotograficamente) ed inviarle c/o ONLUS LANDSGATE. Queste relazioni verranno trascritte e rese pubbliche in una sezione del sito internet, in funzione alla politica di trasparenza dell’ONLUS stessa.

   

OPERE DEL COMPLESSO PROGETTUALE:  

  1. Pozzo (forage):costruzione di un pozzo trivellato per la fornitura d’acqua potabile, comprensivo di cordolo e recinzione di rispetto 
  2. Scuola alfabetizzazione: creazione di un edificio adibito a scuola di alfabetizzazione femminile, nel rispetto dell’architettura tradizionale locale
  3. Abitazione del direttore: completamento del complesso adibito ad abitazione del direttore didattico della scuola elementare, nel rispetto dell’architettura tradizionale locale, composto da un edificio primario di due locali + abside d’ingresso, una costruzione staccata, composta da un locale unico ad uso cucina, una costruzione staccata adibita a servizio igienico
  4. Distribuzione acqua potabile: fornitura e posa di un chateaux d’eau composto da un serbatoio in materiale plastico poggiato su un traliccio metallico, servito da una pompa sommersa ad induzione elettrica, utili per il prelievo e la distribuzione di acqua potabile alla scuola elementare esistente, all’abitazione del direttore e ad alcuni punti di prelievo pubblico (per il villaggio).
  5. Distribuzione acqua irrigua: installazione di un chateaux d’eau, composto da un serbatoio poggiato su un traliccio metallico, servito da una pompa meccanica (a pedale) utile alla distribuzione d’acqua irrigua con sistema ad aspersione a goccia, da posizionare in prossimità degli appezzamenti agricoli utilizzati esclusivamente dall’associazione delle donne di Dagà
  6. Elettrificazione: fornitura e posa di sistemi di elettrificazione costituiti da impianti autonomi ad energia alternativa, previa l’installazione di pannelli solari con sistema a cellule fotovoltaiche, utili per:

ü      la fornitura di energia elettrica a servizio della strutture edili (illuminazione scuola d’alfabetizzazione ed abitazione del direttore),

ü      il funzionamento pompa ad immersione per il pozzo d’acqua potabile

  

- POZZO ACQUA POTABILE

 raccolta e distribuzione

Nell’elenco delle necessità l’acqua figura al primo posto, perché è da questa che si deve partire per poi poter agganciare tutti gli altri moduli d’intervento umanitario. Considerando che sul territorio esistono pochi pozzi e poco salubri, occorre ricordare che nei villaggi, per la sopravvivenza, la necessità di avere una riserva d’acqua giornaliera é fondamentale. È importante sapere anche che una famiglia Maliana è mediamente composta da 14 persone (di cui 8 figli). Il compito di procurare l’acqua è di solito affidato agli ultimi nati (soprattutto di sesso femminile). Va da se che se quest’ultimi/e impiegheranno il loro tempo per raggiungere il pozzo (lontano comunque dall’edificio scolastico), attingere l’acqua e trasportarla a casa. Effettueranno giornalmente questa operazione scapito delle ore di frequentazione/permanenza all’interno della scuola stessa. La costruzione di un pozzo adiacente la scuola risolverebbe questo problema. Il bambino incaricato ad attingere l’acqua, avrà la possibilità di recarsi a scuola ed all’uscita prelevare l’acqua e la portarla a casa sopperendo il fabbisogno giornaliero. 

La realizzazione di un sistema di distribuzione d’acqua prevede la costruzione di un pozzo dal diametro i circa 120 cm (rivestito i pietra/cemento), che carica una riserva d’acqua in un serbatoio plastico, posato su un traliccio metallico alto circa 6/7 metri. L’adduzione, dal pozzo stesso, avviene tramite una pompa ad immersione, funzionante ad energia solare, che spinge l’acqua ad un’altezza media di 8 metri fuori terra (distribuzione verticale fuori terra). A quest’altezza ovviamente va considerata la profondità del pozzo stesso, che mediamente, nelle zone del Sahel si aggira intorno ai 30/40 mt (adduzione verticale entro terra.

Pozzi con queste caratteristiche dimensionali possono essere realizzati mediante una tecnica tradizionale, dove è l’uomo stesso che scava manualmente fino a questa profondità.

Esistono casi specifici, dati dalla morfologia e dalla composizione del terreno, in altre parole quando la falda si trova ad una profondità maggiore (>40mt), oppure il terreno sovrastante la falda ha una consistenza prevalentemente rocciosa.

Questi due casi prevedono una tecnica di perforazione meccanica, con l’ausilio di una trivella (forarge).

Il diametro del foro è notevolmente inferiore di quello tradizionale, e l’opera in superficie presenta una pompa ad azionamento meccanico a pedale (in caso di guasto, l’adduzione al suolo  viene garantita manualmente). 

I vantaggi del primo rispetto al secondo sono:

  •        Costi notevolmente inferiori
  •        Impatto tradizionale preservato (la gente vuole vedere dove pesca l’acqua)

L’altezza  del “Château d’eau” è utile per la ridistribuzione al suolo del liquido contenuto nell’invaso, riuscendo così a coprire un raggio d’azione di circa 20 metri (distribuzione orizzontale fuori terra.)

Tutta l’opera funziona grazie ad un sistema basato sul recupero dell’energia solare mediante il supporto di 4 pannelli fotovoltaici con cellule al silicio( circa 80/90×40/50 cm cad) che trasformano l’energia ed alimentano la pompa d’adduzione.

Fatto questo, si può pensare alla distribuzione mediante tubi flessibili interrati a qualche decina di centimetri dal suolo. I punti che raggiungono il raggio d’azione sopra menzionato, formati da una colonnina in cemento da cui escono un paio di rubinetti vanno a servire l’immobile di formazione (scuola), un paio di punti ad uso comune del villaggio e l’immobile adibito ad abitazione del direttore didattico.

 

- IMMOBILE ISTRUZIONE

 scuola alfabetizzazione femminile

Costruzione di un edificio ad un piano fuori terra, da adibire a scuola d’alfabetizzazione femminile, composto da un locale unico, utile a ricevere al suo interno un congruo numero di allieve.

L’ambiente interno/esterno verrà illuminato grazie all’installazione di un sistema fotovoltaico, con pannelli solari e lampade al neon.

Detto locale, verrà costruito in prossimità della piazza centrale del villaggio, nei pressi del Togu-nà (luogo della parola: bassa tettoia Dogon, usata dagli anziani del villaggio).

Completerà l’opera un sostegno all’istruzione tramite contributi economici indirizzati alla fornitura di materiale didattico e stanziamenti riferiti al compenso dovuto ai docenti. la fornitura prevederà banchetti, cattedra del maestro, una lavagna e del materiale didattico (quaderni, libri e penne a sfera).

 

- IMMOBILE SUPPORTO ISTRUZIONE

abitazione direttore didattico

Elemento importante per lo sviluppo della didattica. La costruzione o meglio il completamento dell’abitazione del Direttore scolastico (accanto alla scuola elementare) con un impianto di illuminazione che insiste sul fabbricato stesso. Sarebbe impensabile concepire un fabbricato che abbia la finalità di servire la formazione o lo sviluppo senza il supporto di un’adduzione elettrica. Questa opera servirà ad incrementare la didattica grazie al fatto che il direttore stesso abbia la possibilità di lavorare durante le ore serali, al tramonto per poter correggere i compiti degli studenti ed impiegare la giornata (con le ore di sole) ad insegnare agli allievi che frequentano la scuola.

L’immobile è in fase di costruzione. Attualmente esiste solo un abbozzo di murature perimetrali del complesso. I lavori si sono arrestati a causa della mancanza di fondi.

Questo immobile è costituito da:

a)   Un ingresso

b)   Due locali ad uso abitativo (direttore e famiglia)

c)   Un locale cucina – staccato dal fabbricato abitativo

d)   Un locale servizi igienici – staccato dal fabbricato abitativo

 

- RACCOLTA e DISTRIBUZIONE ACQUA AD ASPERSIONE

irrigazione campi

Costruzione di un serbatoio plastico, posato su un traliccio metallico alto circa 7/8 metri. Il tiro d’acqua avviene tramite una pompa meccanica a pedale. L’adduzione segue un percorso di un centinaio di metri, inclinato di circa 20° e pesca, tramite tubi plastici, l’acqua nel bacino sottostante (barrage artificiale). In prossimità della pompa, avviene la spinta verticale che porta il liquido pescato ad un’altezza di circa 8 metri, facendolo precipitare nel serbatoio di riserva. Da qui, l’acqua prosegue per caduta e viene distribuita sugli appezzamenti coltivati col sistema di aspersione a goccia. Tale metodo permette di razionalizzare il quantitativo d’acqua da addurre alle coltivazioni stagionali (cipolle, patate, pomodori….etc) e soprattutto evita alle donne il doppio lavoro di carico d’acqua dal bacino al vascone centrale interrato esistente e ripresa del liquido dal vascone centrale e successiva innaffiatura delle colture

  

- ENERGIA FOTOVOLTAICA

Distribuzione della forza motrice ed elettrificazione

La forza motrice, prodotta dall’assorbimento dell’energia solare, grazie ad una serie di panelli fotovoltaici viene trasferita alle centraline di controllo interne ed immagazzinata in pacchi di accumulatori. I panelli solari saranno  fissati su adeguati supporti metallici e resi solidali col solaio dei terrazzi degli edifici o posti a fianco, con un’adeguata recinzione metallica. I supporti metallici, non sono altro che delle cornici che ingabbiano i pannelli. L’apertura/chiusura delle cornici di contenimento dei panelli, per le operazioni di manutenzione/sostituzione degli stessi. Queste strutture sono dotate di un sistema di antifurto acustico (lucchetti sonori sensibili alle vibrazioni). Dagli accumulatori parte l’energia necessaria al funzionamento  del sistema di illuminazione (i gruppi di lampade interni ed esterni) e della pompa ad immersione

 

COORDINAMENTO DEL PROGETTO “DAGA’ PROJECT”

Il progetto è costituito da un modello base esportabile ed  adattabile alle necessità del territorio sul quale andrà ad insistere, anche se nato in area Africana, a beneficio di un villaggio in Mali, dal quale prende il nome: Dagà. Il piano di sviluppo del progetto dovrà prevedere:

  •          incremento delle attività relative la formazione grazie alla realizzazione di una scuola d’alfabetizzazione femminile.
  •          Sostegno della scuola tramite contributi economici indirizzati alla fornitura di materiale didattico e stanziamenti riferiti al compenso dovuto ai docenti.
  •          Creazione di strutture di sviluppo del territorio

 

GESTIONE OPERATIVA

Anche se non necessariamente indispensabile ai fini della realizzazione e della gestione, si ritiene auspicabile  un coordinamento prevalentemente femminile. Il progetto, potrebbe tendere a sensibilizzare e ad indirizzare l’interesse e la sua potenzialità verso un impegno profuso prevalentemente da Donne che assieme si attivano a favore dell’Africa:

in sintesi risulterebbe un “gemellaggio” ITALOMALIANO – ITALOSENEGALESE – ITALOGUATEMALESE – ITALO…..etc  di  Donne che si adoperano  per la gestione e la riuscita delle varie componenti che costituiscono il progetto stesso.

La Direzione del progetto sarà comunque un’esclusiva dell’Associazione LANDSGATE.

  •          Direzione ITALIANA          gestione ITALIA

Il Coordinamento invece (sempre sotto direttiva LANDSGATE – Sviluppo Umano), avverrà attraverso l’impegno dato da una coppia di responsabili capogruppo:

  •          N°1  coordinatore ITALIANO – gestione: ITALIA – Europa
  •          N°1 coordinatore LOCALE – gestione: MALI – Africa

 

FOCUS

L’obbiettivo, anche se incentrato sulla scuola, non è improntato esclusivamente sulla costruzione di una struttura ad uso prettamente scolastico, ma va oltre. Vuole contribuire alla fase formativa degli studenti ed allo sviluppo delle attività imprenditoriali nel territorio circostante.

Il presupposto principale perché avvenga la giusta “commistione” tra il frutto del lavoro e la preparazione degli studenti  è la creazione di un’impresa basata sulla  mutua cooperazione, dove i ricavi, oltre a servire ad innalzare la qualità della vita, dovranno essere equamente reinvestiti nello sviluppo e nella formazione.

La gestione imprenditoriale, di carattere collaborativo (vedi associazione donne di Dagà), potrà contribuire alla ricerca ed alla crescita professionale grazie ad  una continuità formativa.

La conseguenza data dalla continuità nella formazione, permetterà a quest’ultima di innalzare la propria qualità.

Il concatenarsi delle situazioni precedenti, darà come prodotto una maggior professionalità che potrà essere introdotta nella gestione dello sviluppo del territorio .

Le strutture che verranno costruite, non avranno una singola proprietà ma saranno di proprietà comune (del villaggio) e dovranno essere correttamente gestite perche possano generare sviluppo.

Queste proprietà, di dominio pubblico, avranno una gestione che richiama il sistema dell’associativismo, operando esclusivamente in cooperativa.

Il bene prodotto da queste imprese, a tutela della continuità, sarà il bene del villaggio stesso e non esclusivamente di un singolo.

Nelle strutture scolastiche, verranno creati i corretti presupposti per poter sostenere un metodo che porti frutto.

Le strutture di formazione e di sviluppo dovranno necessariamente “viaggiare” di pari passo.

Non ci potrà essere sviluppo senza un’adeguata formazione e non si potrà dare un’adeguata istruzione senza che la stessa possa essere supportata da un reinvestimento dato da una discreta base economica prodotta dallo sviluppo stesso.

Il campo d’azione è visto come un’enorme ragnatela, dove al centro è poggiata la scuola (école primaire, scuola d’alfabetizzazione femminile).

Le differenti attività, ad essa collegate, poggiano sui fili che compongono la tela.

Ogni azione, sviluppata a favore di queste attività, converge verso il centro della tela, dove si trova la scuola o diverge, partendo dalla scuola stessa

L’ampliamento dell’indotto collegato alla scuola, con l’ausilio dei differenti progetti tra loro correlati, significherebbe non solo incrementare lo sviluppo delle strutture scolastiche  a favore dei bambini, delle donne e degli insegnanti, ma coinvolgerebbe tutti nella crescita di benessere del tessuto urbano ad essa allacciato.

 

esempi di formazione volta allo sviluppo:

1.      La formazione di personale che si occuperebbe della manutenzione primaria di un impianto fotovoltaico, oltre a preservare lo stesso in modo oculato, preverrebbe l’acuirsi di eventuali guasti che dovessero insistere sull’impianto e soprattutto, potrebbero indirizzare un’eventuale assistenza secondaria su interventi mirati e gestiti correttamente. Si eviterebbero casi di frode non rari, quali, la sostituzione onerosa di vari pezzi invece che la semplice sostituzione di un semplice fusibile.

2.      La formazione di un gestore di una cooperativa indirizzata verso un’attività commerciale, quale la vendita di prodotti derivati dalla coltivazione della terra.

 

MISSION

Con l’ausilio di un fondi economici, nasce un impegno necessario a supportare ed a far crescere (in tutti i sensi) i bambini che frequentano la scuola, le persone che vogliono progredire sotto l’aspetto socioeconomico e le donne che vogliano emanciparsi.

Migliorare quindi le condizioni di vita della comunità locale dell’area di Dagà (Pays Dogon), tanto negli aspetti socioeconomici quanto in quelli tradizionali ed ambientali, mediante una strategia di sviluppo attenta al mantenimento del capitale culturale in termini di autosostenibilità.

Sviluppo della comunità locale ed armonizzazione con l’ambiente e le sue risorse, insieme alla sensibilizzazione della popolazione sulle tematiche di autosostenibilità  e della conservazione della cultura, verranno assicurate da azioni di sostegno allo sviluppo economico locale e da quelle di studio e formazione sui diversi temi affrontati nel progetto.

Tali azioni, saranno principalmente condotte nella comunità, coi rappresentanti delle categorie sociali ed economiche coinvolte.

Queste azioni di preparazione serviranno a pianificare la concertazione e la partecipazione di tutte le attività necessarie allo sviluppo che verranno vagliate ed inserite nell’ambito del progetto stesso. 

          

FORMAZIONE

Con una corretta formazione, sarà possibile fare gestire dai locali, in maniera oculata, tutta l’organizzazione dello sviluppo imprenditoriale.

Per poter dare una corretta formazione occorrerà creare delle strutture che possano fungere da base per la raccolta di persone che vogliano partecipare ad un processo formativo.

La totalità dei contributi destinati alla formazione è suddiviso in due sezioni.

  •          La prima sezione riguarda la creazione delle strutture fisiche
  •          La seconda sezione volge lo sguardo verso un sostegno temporaneo**, grazie alla fornitura di materiale didattico:

** il sostegno riferito alla seconda sezione è di carattere temporaneo perché a regime, questo contributo dovrà essere prodotto  dai ricavi imprenditoriali delle imprese (cooperative) derivate dallo sviluppo territoriale

 

Fornitura di strumenti d’uso (banchi, sedute, lavagne, armadi……etc)

Valutata la reale necessità, si effettuerà una ricerca di mercato in loco per l’acquisto e la fornitura di materiale didattico. Ci si attiverà col referente di fiducia locale, che si occuperà del reperimento del materiale, della preventivazione e della consegna/installazione in loco.

 

Esigenze per lo studio: materiale e rette didattiche

L’assistenza allo studio, visto nell’ottica di una fornitura iniziale di materiale scolastico e relative rette didattiche utili al pagamento dei docenti, dovrà essere effettuata grazie ad una campagna di finanziamenti effettuata ad ‘oc. L’inoltro del conquibus relativo al sostegno sarà effettuato tramite bonifico sul c/c aperto dalla cooperativa. In seguito, una percentuale degli introiti ricavati dall’autogestione della cooperativa stessa dovranno necessariamente ed obbligatoriamente servire a finanziare e sostenere la scolarizzazione e la formazione. 

Il processo di sostegno dovrà essere documentato all’Associazione mediante

  •          ricevute di pagamento del materiale didattico
  •          ricevute di pagamento rette didattiche (pagamento insegnante)
  •          ricevute del materiale da parte dei responsabili della scuola (sottoscritte dal capo villaggio)
  •          documentazione fotografica comprovante l’avvenuta consegna

  

SVILUPPO BASE

Con la costruzione e la corretta gestione in cooperativa delle strutture/apparecchiature sotto riportate, si potrebbe incrementare l’economia del villaggio e indirizzando buona parte del ricavato a favore della formazione stessa

   

PREVISIONE SVILUPPO INDOTTO

Altri progetti in cantiere, derivanti dal progetto principale “Daga Project”, potranno dar luce in loco ad altre future attività (allo studio) si potranno affiancare al progetto stesso

 

Servizio di trasporto alunni “BUSBROUSSE”

piccolo autobus dato in gestione a due autisti/meccanici/tuttofare (bus-man) che percorre un tracciato (studiato ad hoc) e raccoglie i bambini per portarli casa-scuola-casa. Oltre al servizio scuolabus gratuito e riservato esclusivamente ai bambini che frequentano la scuola, che ha la priorità assoluta, i “bus-man” avranno piena facoltà gestionale del mezzo. Potranno gestirsi un tracciato da percorrere e trasportare altre persone o cose a pagamento. Va da se che le condizioni igieniche e di sicurezza del mezzo dovranno essere garantite per il trasporto degli alunni, a prescindere di cosa o chi venga trasportato nei tempi che definiamo extra scolastici.

Calzature bimbi

Creazione di un piccolo laboratorio artigianale che fabbrichi sandali creati con l’uso di materiale di recupero (per es: la suola  potrà esser costruita grazie al recupero di copertoni auto dismessi ) da distribuire agli alunni. Una parte di queste calzature invece potrà esser venduta nei grandi centri, nei mercati o ai turisti, cosicchè si crea uno sviluppo del lavoro locale

Vestiario bimbi

Creazione di un piccolo laboratorio artigianale che fabbrichi vestiario, (se possibile anche questo creato con l’uso di materiale di recupero) da distribuire agli alunni. Una parte di questo abbigliamento invece potrà esser venduta nei grandi centri, nei mercati o ai turisti, cosicchè si crea uno sviluppo del lavoro locale

  

 

ATTORI PRINCIPALI:  Responsabili- Partner – Consulenti locali

Soulejmane Napo: Dogon di Sanghà. Sposato con figli. È il nostro contatto/referente per Dagà. Colui che   organizza e mette in contatto le varie figure istituzionali locali perché si possano bypassare talune problematiche, agevolare i contatti diretti  e coinvolgere i fruitori alla collaborazione diretta nelle varie fasi progettuali e decisionali

Daniele Dembele: È il nostro referente tecnico che riveste un ruolo fondamentale. Di Madre Italiana e Padre Maliano, ha in se quel giusto spirito imprenditoriale abbinato ad un’alta sensibilità sui problemi, sugli usi e sui costumi locali. È il tramite ideale. Tecnicamente potrebbe raffigurarsi come un ponte che permette all’onlus di poter approcciare correttamente i locali (gestiti con l’aiuto di Soulejmane) le imprese costruttrici ed i fornitori individuati.

Stefano Capotorti: È il nostro intermediatore culturale, al quale è dovuto un particolare ringraziamento , poiché senza di lui non saremo potuti giungere fin dove siamo arrivati. Sposato con una donna maliana, ha tre figli ed abita dal 1989 nella capitale, Bamako. Fortemente inserito nella società locale ad ogni livello, profondo conoscitore del territorio e delle popolazioni del Mali. Rappresentante di varie ONG italiane impegnate in iniziative di cooperazione e sviluppo promosse insieme a partner locali.

Hamidou dit Bahit Témé: Il direttore responsabile della struttura scolastica dell’école primaire di Dagà. Il nostro tramite al quale si chiederà di volersi occupare della formazione e della didattica che, a seconda dei corsi necessari, potrebbe svolgersi anche nel nuovo edificio di alfabetizzazione.

Mandalou Saye: il capo villaggio di Daga, colui che ha carisma. Il capo spirituale e religioso è l'HOGON, che assume su di sé anche il potere esecutivo e presiede il consiglio degli anziani, cui spetta ogni decisione concernente il villaggio. L'Hogon vive da solo in una casa  che serve anche da deposito delle cose sacre. L'hogon deve osservare rituali precisi come per esempio la convivenza con serpenti che purifiacno il suo corpo. Nel arte, l'Hogon è rappresentato in una statua di cavaliere.

Marino Nebuloni: Socio Fondatore, responsabile dell’Area Tematica “SVILUPPO UMANO” e Presidente deI Landsgate.

 

 

Il presidente di Onlus LANDSGATE
                              MARINO NEBULONI

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