Voodoo

Il Voodoo (o vodou, o voodoo), è una religione nativa dell'antico regno del Dahomey (Africa occidentale) e lo troviamo in Benin, in Togo, come nel famoso mercato del fetish di Lomé. A partire dal XVII secolo, gli schiavi di questa regione dell'Africa diffusero il voodoo nei Caraibi e in America. Questo culto lo troviamo in forme diverse a Cuba, Haiti, Brasile o negli Stati Uniti, soprattutto nello stato della Louisiana. Ma ben prima che in America, il voodoo si è diffuso in Nord Africa dagli schiavi portati dalle antiche dinastie che hanno attraversato la storia di questa regione. Oggi lo si trova fino in varie forme. Il più famoso lo ritroviamo tra la popolazione Gnawa, in Marocco ed in Algeria, ed è un misto di folklore religioso arabo-musulmano. 

 

Origine: il rito Voodoo, che ha una forte base di religione tradizionale, si dice sia nato da un connubio della divinità Voruba e la sua pecora, durante la creazione e l'espansione del regno di Abomey Fon, nel XVII e XVIII secolo. (Abomey è il capoluogo del dipartimento di Zou, nello stato del Benin. Dista circa 100 km dalla costa. La città è nota soprattutto per la sua importanza storica: fu infatti capitale del regno di Dahomey, fondato nel 1625 e caduto con l'occupazione francese alla fine del XIX secolo). Questo culto è stato assunto come fondamento culturale da popolazioni migrate da Tado Togo, Adja e di popoli che costituiscono un'importante presenza nel sud degli Stati del Golfo di Benin (Benin, Togo, Ghana, Nigeria ...). 

L’origine del termine “Voodoo” è un adattamento della parola Fon Yoruba che significa "dio". 

Voodoo comprende quindi tutti gli dei o forze invisibili che gli uomini cercano di far conciliare con la potenza o la benevolenza. 

È l'affermazione di un mondo soprannaturale, ma anche tutte le procedure per entrare in rapporto con esso. Voodoo è la religione del Orishas Yoruba. È una religione che cerca di contattare gli spiriti del mondo invisibile. 

Nelle cerimonie Vodoo, ad ogni apertura, il sacerdote cerca aiuto da uno spirito di Papa Legba percè possa aprire il proprio contatto con l’ultraterreno. La pratica Voodoo è considerata cultura, patrimonio, filosofia, arte, danza, lingua, arte della medicina, musica, giustizia, potere, ed è una tradizione orale. 

Le parola "voodoo" quindi deriva da una terminologia dell'Africa occidentale, "Vodun" che significa "spirito". 

Si stima che il culto Voodoo abbia circa 50 milioni di praticanti nel monde. Con le deportazioni dei neri come schiavi, la cultura voodoo ha avuto diffusione in America e nelle isole dei Caraibi, soprattutto nell’area tra cuba ed Haiti. Nell’area caraibica, essa è caratterizzata da riti di "incorporazione" (possesso volontario e temporaneo da spiriti), sacrifici di animali, la fede nei non-morti (zombie), e la pratica delle stregoneria degli aghi (bambola voodoo), motivo per cui, questa forma di ritualizzazione è stata fortemente osteggiata dai coloni, punibile con la morte o il carcere. Ecco perché questi rituali soventemente sono stati praticati in gran segreto. 

Tuttavia, per continuare ad esistere, il rituale Voodoo ha seguito ed integrato disegni e modelli di rituali cattolici, rendendo la pratica accettabile. 

Nasce così il " Voodoo cristiano", osteggiato agli inizi dalla chiesa ufficiale e tollerato successivamente da quest’ultima (Nel 1950, il Vaticano ha fatto pace con il culto Voodoo). Oggi, possiamo assistere a ritmi Voodoo, accompagnati da tamburi e melodie, incorporati in cerimonie e messe nelle chiese cattoliche. 

 

Voodoo in Africa: Il pantheon del voodoo è principalmente composto dalle forze della natura, come nello sciamanesimo (consideriamo che i riti animisti sono alla base delle religioni dell’Africa). Ha una forte relazione con le forze naturali come i fulmini, il mare, la malattia, ecc. ed è interessato ad entità soprannaturali, come antenati divinizzati, mostri (trasfigurazione di uomini e/o animali). Nel pantheon, Mawu voodoo, regna superiore tra le figure divinatorie. È un Dio che regna sovrano rispetto agli altri Dei (Mawu Lo Lo; Na Akpé Mawu; Mawuena). Si dice che colui che regna sovrano non ha forma, non viene mai mostrato, ne raffigurato o assimilato ad oggetti, come lo sono altre figure mistiche . Chi è Dio con la D maiuscola è “increato” e creatore di tutte le altre divinità voodoo. 

Mawu voodoo non interviene nella vita degli uomini. Avrebbe creato le altre divinità voodoo per metterle in relazione con gli uomini e col mondo. Si dice che "Mawu" non faccia strettamente parte del pantheon voodoo, Mawu è un concetto che letteralmente dovrebbe essere tradotto come “colui il quale nessuno può raggiungere" o "l'inaccessibile", una vera e propria entità. Nel credo politeista, viene considerato qualcosa di superiore a quello che il rito definisce un “semplice” Dio. È colui che ha generato il tutto. 

Fu opera di alcuni cristiani, i primi missionari, l'origine della traduzione del nome, in modo tale da riportare questa entità nei parametri delle divinità concrete. Iniziarono ad assimilarlo ad un Dio, riuscendo così a facilitare le conversioni al cristianesimo. 

Il pantheon voodoo è quindi composto da una moltitudine di Lwasa, che sono spiriti, o se si vuole, di divinità minori, che possono entrare in comunicazione e anche collaborare con gli esseri umani. Il Lwasa più spesso si materializzano in oggetti inanimati della natura, come rocce e alberi, da cui il "rituale animista". 

Tra gli spiriti Lwasa ritroviamo Erzulie, dio dell'amore, Gu dio della guerra (e dei fabbri), Sakpata, dio del vaiolo (in particolare della guarigione della malattia, e della Terra), Damballa, spirito di la conoscenza e il potente Hebieso, dio del tuono e del fulmine. Quest'ultimo è accompagnato da un nano o un omuncolo incaricato di forgiare i suoi fulmini. 

Nel panorama voodoo haitiano invece, esiste una figura chiamata “Papa Legba”, che ha il difficile ruolo di intermediazione e di messaggero degli dei. È colui che detiene le chiavi del “Paradiso e dell'Inferno” e potrebbe essere assimilabile a San Pietro nel cristianesimo. 

Quanto sopra succede nel mondo caraibico, poiché nella cultura Voodoo, in Africa, non ci sono concetti di paradiso e inferno. 

Eshu è considerato uno tra gli dei più importanti, in quanto egli è il dio dei crocevia, il dio di riflessione col suo ruolo di intermediario. Questa divinità, forma con la divinità Fa un portatore della pedagogia di questa cultura. 

Mami Wata (chiamata Yemendja nella tradizione del Voodoo haitiano) è la madre delle acque, la dea che i pescatori temono e simboleggia sia il mare nutriente che l'oceano distruttivo. Mami Wata è principalmente una divinità Ewe, il cui culto è ormai sulla costa atlantica del Togo, della Nigeria, del Camerun e del Congo, dove simboleggia il potere supremo. Mami Wata è spesso rappresentata in pittura con le sembianze di una sirena o di una donna giovane e bella. Mami non è un adattamento della lingua inglese, come talvolta si è portati a credere. Mamui nella lingua parlata nel sud del Togo ed in alcune zone del sud del Benin, deriva dalle parole "Amuiê" che significa stringere ed  "Ata" la/le gambe. Dopo i riti basati sui rapporti per la fertilità della donna, dedicati alla dea delle acque, la cui principale casa è l'oceano, il maestro (Hougan) o amante formale (Mambo) gli chiedono: "Ata Mamui", che significa: "stringi le gambe" per tenere in grembo un po’ di quello che la Dea ha seminato. Nel corso del tempo, hanno chiamato la Dea “Amuia Ata” e con le successive deformazioni fonetiche nome "Ata Mamui" divenne "Mami Wata". 

Dan Dan invece è colui che rivela al serpente, che si riferisce in particolare al pitone, un animale sacro che non si deve uccidere. Dan ha visto la creazione e sostiene l'universo. Il suo culto e la sua regione sono più diffusi a Ouidah, dove ci sono molte case con i serpenti. 

 

Mutamenti: Come è stato anticipato, il Voodoo proviene dall'Africa occidentale, e la sua pratica ha insistito in tutti quei luoghi ove erano presenti schiavi africani deportati, come in alcune isole dei Caraibi o in alcuni paesi americani come Brasile, Stati Uniti, Messico, ecc ... i riti voodoo praticati al di fuori del continente africano sono stati spesso varianti e riadattati rispetto alla religione originale. Infatti, gli schiavi che si trovavano sotto il divieto di praticare la loro lingua, ma anche le loro fedi e religioni diverse, a pena di repressione crudele sono solo riusciti a mantenere una piccola parte della loro conoscenza ancestrale nel corso dei secoli. 

Osserviamo dunque che nel panorama delle lingue creole parlate dai discendenti degli schiavi, nel voodoo dei "nuovi mondi", si sono miscele diverse religioni di origine africana (voodoo o non) e pratiche religiose di paesi con i quali essi sono stati a contatto. Inoltre, le brutalità subite dagli schiavi atta a creare un clima di costante “stato di shok” tra i prigionieri è probabilmente stata l’origine dell’uso del “terrore voodoo” e della vendetta utilizzata dai discendenti dei dominati, che hanno usato questo culto in risposta atti di crudeltà inconcepibile commessi dai loro padroni europei. Questa strategia del "terrore voodoo", usata contro gli oppressori e poi trasmessa, di generazione in generazione, tra i coloni bianchi, è stata ampiamente disseminata su larga scala contribuendo a creare un immagine totalmente negativa di voodoo.

 

 

Traduzione ed adattamento del testo di 

P.G.Adinu

  

 

note: Entità spirituali:

 

Agwé, spirito dei mari;

Ayida Wedo, spirito dell'arcobaleno;

Ayzan, divinità protettrice;

Baron, uno spirito considerato capace di manifestarsi in molteplici forme, protettore delle anime dei morti;

Damballa, divinità serpentina, incarnazione del vodun;

Erinle, spirito delle foreste e dei luoghi naturali;

Erzulie, dea dell'amore, assimilata spesso alla dea Venere;

Papa Legba, spirito mediatore tra l'uomo e il dio supremo, invocato durante le cerimonie per permettere la comunicazione con gli spiriti;

Lisa, spirito della creazione;

Ogou e Osun, divinità della guarigione;

Ogun o Ogoun, spirito della pace e della guerra;

Shango o Sango, spirito delle tempeste;

Zaka o Oko, divinità della natura campestre;

Maman Brigitte, dea dei morti, spesso associata a Baron;

Marinette, una dea malvagia;

Mademoiselle Charlotte, una dea molto amata dalle popolazioni bianche, proprio per il suo aspetto occidentale;

Yemaja (chiamata anche Mami Wata, un filone di pensiero porta a pensare anche a credere che l'origine del nome sia dovuto ad un adattamento del nome inglese Mommy Water, ovvero Mamma Acqua; o La Sirena, dal nome La Siren), grande dea madre delle acque. (Il culto di quest'ultima divinità è il più amato e il più diffuso sia in Africa occidentale sia in America.)

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