Villaggi ed agglomerati urbani

LE PRINCIPALI CITTA’

la capitale Bamako; Aguelhok, Almoustarat, Andéramboukane, Anefis, Ansongo, Aourou, Araouane, Bafoulabé, Ballé, Banamba, Bandiagara, Bankas, Bénéna, Bla, Bourem, Bouressa, Diafarabé, Dialafara, Diamou, Didiéni, Diéma, Dilly, Dinagourou, Dioila, Dioura, Diré, Djenné, Doro, Douentza, Douna, Dyero. Fana, Faléa, Faraba, Filamana. Gao, Garalo, Gossi, Goundam, Gourma-Rharous. Hombori, I-n-Kak, I-n-Tabezas, I-n-Tallak, Kadioto, Karioumé, Kaogaba, Kati, Kayes, Ké Maina, Kéniéba, Kidal, Kinyan, Kita, Kofo, Kolondiéba, Kona, Konenzé, Koulikoro, Koundian, Koury, Koussané, Koutiala, Ktéla, Manankoro, Markala, Ménaka, Mopti, Mourdiah, Nangaré, Nampala, Nara, Niafounke, Niono, Nioro du Sahel, Nyamina. Ouatagouna, Ouolossébougou, San, Sandaré, Sébékoro, Séféto,Ségou, Sévaré, Siby, Sikasso, Sokolo, Taoudenni, Telatai, Ténenkou, Tessalit, Ti-n Essako, Timetrine, Tombouctou, Tominian, Toukoto, Yanfolila, Yélimané, Yorosso.

 

 

BAMAKO

Coi suoi 690.000 abitanti, la capitale e la città più popolosa del Mali. Sorge sul Niger, nelle vicinanze delle rapide che separano la valle del Niger superiore e la valle del medio Niger, nella parte sud-occidentale del paese.

Il suo Porto fluviale, principale centro amministrativo e commerciale del Mali, è attivo grazie alla produzione di caucciù, resina, legname e tessile; a cui si affianca la produzione di carne lavorata, di metallo e non ultimo in fatto d’importanza, il settore ittico. È scalo aereo internazionale. Abitata sin dal paleolitico, anche se la leggendaria fondazione è fissata nel sedicesimo secolo. Bamako, in origine Bamako («stagno del caimano» in lingua Bambara) sarebbe stata fondata verso la fine del sedicesimo secolo dai Nairé anticamente chiamati Niakate, che erano Sarakollé. Niaréla è uno dei quartieri più antichi di Bamako. La città fu un importante centro commerciale nonché principale centro dell'insegnamento dell'Islam, sotto l'impero del Mali, ma entrò in declino nel diciannovesimo secolo. Alla fine del XIX secolo Bamako è un grosso villaggio fortificato di 600 abitanti, quando l'1 febbraio 1883, i francesi, con il generale Gustave Borgnis-Desbordes, la conquistarono. Nel 1904, viene inaugurata la linea ferroviaria Dakar-Niger. Nel 1905, iniziò la costruzione dell'Hôpital du point G, il vecchio ospedale. Nel 1908 Bamako diventa capitale del Sudan francese, e tra il 1903 ed il 1907 è costruito il palazzo di Koulouba, palazzo del governatore; successivamente si riunirà la presidenza della Repubblica a partire dall'Indipendenza nel 1960. Il 20 dicembre 1918, Bamako diviene un comune misto amministrato da un sindaco. Nel 1927 è costruita la cattedrale mentre la "Maison des artisans" nel 1931. Nel 1947 viene eretto un primo ponte sul Niger, e la grande moschea di Bamako risale al 1948. Il 18 novembre 1955 Bamako diventa un comune a pieno titolo, il suo sindaco, Modibo Keïta, è eletto la prima volta un anno più tardi. La popolazione di Bamako, assai cresciuta, nel 1960 raggiunge circa i 160 mila abitanti. Il 22 settembre 1960 è proclamata l'indipendenza del Mali e Bamako diventa capitale della nuova repubblica.

 

SEGOU

Segou è una cittadina dello Stato del Mali che si trova su una riva del Niger, abitata da poco più di 65mila abitanti si estende per circa 8km. È una città che sembra essere meno convulsa e caotica della capitale e fatte le dovute proporzioni risulta molto più vivibile. L’economia si basa principalmente sull’agricoltura, sul commercio e sulla pesca. La zona nella quale si trova Segou è un luogo molto ricco di storia; tra le mete turistiche che attirano maggiormente i visitatori ci sono le antiche rovine della città di Mbella, la capitale della tribù Bambara. Interessanti sono anche le moschee sia per l’architettura che per la testimonianza storica che rappresentano.

 

SAN

A circa 200 chilometri da Segou, incontriamo San, col suo particolare mercato del lunedì, ricchissimo di tessuti tradizionali (bogolan) e manufatti locali. Stupenda la moschea, una tra le più vecchie del paese, con le sue linee morbide ed i suoi volumi con colori derivati della grigia terra argillosa (bankò – terra cruda) che ne riveste la struttura e la sua facciata ben ripartita dai tre minareti. Sulla piazzetta antistante, all’ombra di grandi nim, si possono osservare donne impegnate a riparare con infinita pazienza le calabasse (contenitori costituiti da mezze zucche vuote) rotte o fessurate. Con un punteruolo metallico eseguono dei forellini a lato della fessurazione per poi legare tra loro i vari fori con l’ausilio di un laccio costruito con fibra vegetale intrecciata (solitamente pagliuzze imbevute d’acqua).

  

MOPTI

Crocevia per Tombouctou e per le falesie Dogon, tutto li intorno gravita attorno al suo porto, spolverato dalla laterite portata dal vento (Harmattan) che dona una sfumatura rossiccia alla città intera. Qui si possono incontrare Touareg giunti in città col sale di Taoudenni, Peul con le loro mandrie, Songhai provenienti dall’ansa del Niger , Dogon al mercato intenti a vendere le loro cipolle, Bobo con carichi di legna ed ovviamente i pescatori Bozo coi loro fardelli di pesce affumicato. Tappa di qualsiasi viaggio nel nord est del paese, viene chiamata la Venezia del Mali poichè è costruita su tre isolotti collegati tra loro da dighe. Un tempo solo piccolo accampamento Bozo, ampliò le sue mura alla metà dell’800, quando El Hadj Omar Tall ne fece una base per le sue truppe nella guerra contro i Peul di Messina. Durante la colonizzazione francese, da quì partirono le piume di garzette ed aironi per agghindare le dame della belle epoque. Grazie al commercio privilegiato, col tempo riuscì addirittura a soppiantare Djenné, da sempre regina incontrastata del delta. Il porto fluviale quindi, è rimasto ancora oggi il cuore pulsante della città. È il centro di tutte le attività ed è crocevia di tutte le culture e le etnie del luogo. Qui si compra e si vende di tutto. Per raggiungere questo centro commerciale, i venditori giungono da ogni dove a bordo di pinasse (piroghe tradizionali) taxi brusse, camion, carri e quant’altro. Il mercato, ordinato per settori merceologici, si snoda su un sipario che mostra un palcoscenico dato dalle rive del fiume ed uno sfondo disegnato dalle basse abitazioni e dai pinnacoli della moschea. Amalgamandosi per godere degli scorci di un’Africa vera, qui si può essere attori e spettatori allo stesso momento. Ci si immerge in un mondo che sembra fermo nel tempo, passando dai venditori di lastre di sale, ai mobilieri che lavorano il legno in stile “barocco Africano” e marocchino, dalle montagne di calebasses ai costruttori di pinasse per giungere al reparto stoffe multicolore e pesce esiccato, fino alle spezie colorate e profumate e così via continuando per differenti e molteplici settori merceologici tra i più disparati. Con l’ausilio di una piroga, si ha la possibilità di poter gustare l’interessante spettacolo delle poppe delle pinasse colorate e variopinte e dei pescatori intenti a lanciare le reti, visti direttamente dal fiume stesso, e con l’occasione far visita ad un villaggio rivierasco risalendo il fiume di qualche chilometro, scegliendo una delle due direzioni che la via d’acqua intraprende verso l’affluente (Bani) o il grande fiume (Niger).

 

DJENNE’

Djenné (anche Dienné o Jenne) è una piccola città di grande interesse storico e commerciale nel Delta del Niger del Mali. È situata ad ovest del Fiume Bani (il Fiume Niger scorre diversi chilometri a nord-ovest). Ha una popolazione etnicamente molto variegata di circa 12000 persone (nel 1987). È famosa per le sue architetture di mattoni di fango, molto notevole è la Grande Moschea di Djenné, ricostruita nel 1907. Nel passato, Djenné fu un centro di commercio e cultura, e fu conquistata un gran numero di volte a partire dalla sua fondazione. Il suo centro storico è stato designato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1988. Amministrativamente è parte della Regione Mopti. fondata fu fondata circa nel 300 dai Bozo in un sito chiamato Djenné-Jeno, 1.5 km a monte del fiume. Il suo sito venne spostato nel 1043 o nel 13° secolo, quando la città fu convertita all'Islam. Questo incrementò la sua importanza come mercato e base per i commerci transahariani, e rivaleggiò presto con Tombouctou. Djenné, nonostante la sua vicinanza, non fu mai parte dell'Impero Mali. Fu una città-stato indipendente protetta dalle sue mura a dal Delta del Niger in Mali. Secondo le leggende, l'Impero Mali tentò di conquistare Djenné 99 volte prima di arrendersi. Djenné non fu quindi conquistata fino al 1453, quando l'Impero Songhai sotto Sonni Ali la prese. Si dice che l'assedio di Djenné fosse durato 7 mesi e 7 giorni culminando con la morte del re della città e della sua definitiva capitolazione. La vedova della città sposò Sonni Ali, e ricominciò la pace. Nel 1591, il Marocco conquistò la città dopo aver distrutto l'influenza Soghai nella regione. Nel XVII secolo, Djenné divenne un prospero centro di commerci e istruzione. La carovane da Djenné frequentarono città commerciali a sud come Begho, Bono Manso e Bonduku.

La città fece parti di parecchi altri stati. Djenné fu parte del Regno Segou dal 1670 al 1818 e dell'Impero Massina sotto il regnante Fulani Amaddou Lobbo dal 1818 al 1893. Alla fine, i Francesi conquistarono la città quell'anno. Durante questo periodo, declinarono i commerci e la città perse parte della sua importanza.

Il Vaso di terracotta di Djenné e tutti gli altri prodotti di terracotta mostrano l'unica cultura di Djenné.

Oggi, Djenné è un centro agricolo e del commercio di pesci, caffè e noccioline. È conosciuta per il suo importante mercato del Lunedì.

Le maggiori attrazioni includono la tomba di Tupama Djenepo, che fu sacrificato, secondo una leggenda, alla fondazione della città. Importante anche ciò che rimane di Jenné-Jeno, una città più grande esistita dal III secolo a.C. fino al XIII secolo.

In Djenné è degno di attenzione il fatto che diventa un'isola quando il fiume Niger cresce alla fine della stagione delle piogge.

Gli abitanti di Djenné in gran parte parlano una lingua Songhai, una variazione chiamata Djenné Chiini, ma le lingue parlate riflettono anche la diversità dell'area. I villaggi attorno Djenné parlano anche Bozo, Fulfulde o Bambara.

Jenné-Jeno: Le rovine dell’antica città di Jenné-Jeno si trovano presso un sito archeologico in corso di scavo, dove lavora attualmente una squadra di professionisti. Un tempo era una florida capitale, ma fu abbandonata nel XV secolo per ragioni tuttora sconosciute e oggi non è altro che una piana spoglia, disseminata di una spessa coltre di cocci e detriti, tra i quali sono stati scoperti utensili e gioielli in ferro che suggeriscono un uso precoce di questo minerale (almeno per quanto riguarda l'Africa). Jenné-Jeno dista 3 km da Djenné

 

BANDIAGARA

Capoluogo amministrativo della regione che da il nome alla falesia. Questo principale centro dell'area dogon, nonché l'antica capitale dell'Impero dei Toucouleur. Si trova nell'omonimo circolo, a sua volta facente parte della regione di Mopti. Lo scrittore Amadou Hampâté Bâ e' originario di questa localita'. Il circolo di Bandiagara è un circolo del Mali, situato a sud del fiume Niger. La zona di Bandiagara è celebre per la sua rilevanza etnologica, archeologica e orografica, in particolare per la Falesia di Bandiagara. Nulla di particolarmente interessante tranne un paio di palazzi dell’epoca “toucouleur”, ma occorre fare attenzione al centro di medicina tradizionale, costruito dall’architetto napoletano Fabrizio Carola. Questo centro, riconosciuto e frequentato da medici di tutto il mondo, è stato realizzato grazie all’impegno dallo psichiatra pisano Piero Coppo, che ha lavorato e lavora tutt’ora con sciamani e guaritori della falesia, per arrivare a fissare risultati riconosciuti a livello mondiale.

 

SANGHA-SONGHO

Songho, preludio al paese Dogon, a pochi chilometri da Bandiagara. È il primo villaggio importante e di una certa “consistenza” che si incontra prima di arrivare nel cuore della falesia. Interessante è l’antro della circoncisione ed escissione. Per raggiungerlo occorre percorrere a piedi un sentiero, per una ventina di minuti circa, che parte dal centro del villaggio. Sanghà è il cuore del paese Dogon. Dopo circa 45 km da Bandiagara, si raggiunge il piccolo centro percorrendo una carrabile in leggera salita che si snoda tra roccioni, gole, dighe e campi di cipolle. Le coltivazioni che contornano il percorso, sono punteggiate dai cappelli a punta dei granai. I Dogon abitano una falesia d’arenaria (sopra e sotto) sfruttando la poca terra coltivabile che si incunea in essa. Interessanti, oltre alle costruzioni stesse, lascito dell’antica popolazione Tellem, sono i manufatti utili ad utilizzare i terrazzamenti di terra riportata, quali i “barrages”, dighe che permettono ai coltivatori di trattenere l’acqua nella stagione secca ed i sentieri costituiti da piccoli contarafforti a secco. Sangha è importante non tanto per la cittadina stessa, o per il variopinto mercato, ma perchè è il punto di partenza fondamentale per le visite ai numerosi villaggi sparsi su circa trecento chilometri di falesia

 

TOMBOUCTOU

Timbuktu (o Timbuctu o Tombouctou) è un'antica città del Mali, considerata la capitale di uno dei veri quattro sultanati (salvo il sultanato supremo di Costantinopoli). Raggiunse il massimo del suo splendore intorno al 1300, quando fu polo culturale del mondo arabo e così ricca d'oro da essere considerata una specie di Eldorado del tempo. È celebre il suo Sultano Kanka Musa che organizzò un pellegrinaggio alla Mecca con oltre 8000 portatori e centinaia di cammelli. La città è ancora viva in epoca moderna e pur non godendo delle ricchezze materiali di un tempo conserva una piccola parte delle ricchezze culturali dell'epoca, compresi manoscritti del XIII secolo e opere di Avicenna. È stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO ed è stata proposta come una delle sette meraviglie moderne.

 

SIKASSO

Città del sud del Mali, a 375 km al Sud-Est di Bamako è la capitale della terza regione amministrativa. La popolazione, censita al 2005, contava 135.000 abitanti, per cui può essere considerata la seconda città del Mali. Situata a 100 km della frontiera della Costa d'Avorio ed a soli 45 km da quella del Burkina-Faso, Sikasso è considerata una città-centro tra i paesi costieri (Togo, Benin, Ghana, Costa d'Avorio) ed i paesi incastrati (Burkina-Faso e Mali).

Qui l’agricoltura potrebbe giocare un ruolo da leone, poichè l’areale su cui insiste la provincia, beneficiando di un clima subtropicale, favorisce la produzione agricola rendendola abbondante. Frutta e verdura sono disponibili tutto l'anno e l'autosufficienza alimentare è garantita a differenza del resto del Mali. La città di Sikasso è stata fondata da Mansa Daoula Traoré. Fu la capitale del regno del Kénédougou. Occorre a tal proposito fare attenzione alla conformazione architettonica che presenta una sorta di “muro difensivo” costruito nel 1890 da Tiéba Traoré, re del Kénédougou, per proteggere la città contro le incursioni di Samory Touré e dagli attacchi delle truppe coloniali francesi. La dominazione coloniale avvenne solo a partire dall'aprile del 1898, quando il colonello Audéoud prendendo a pretesto un rifiuto da parte di Babemba Traoré, successore di Tiéba, alla guida di una guarnigione francese attaccò la città. Le mura costituite da tre recinti che resistettero a Samory, cedettero alle granate moderne e nonostante i contrattacchi violenti dei difensori. La città cadde e fu presa al termine di due giorni di assedio, il 1° maggio 1898. Solo nel 1954 prese piede un governo misto della città che permise alla stessa di divenire successivamente un comune autonomo solo nel novembre del 1955. I luoghi di interesse naturale o storico della regione si possono annoverare nelle rovine del leggendario muro di Sikasso, nel “capezzolo”, una piccola collinetta al centro della città, affacciata sul mercato principale (domenica) dove si riunivano regnanti e governatori di Sikasso, nelle grotte di Missirikoro a 13 km dalla città, nelle cascate di Farako a 20 km dal centro abitato e nel palazzo dei re del Kenedougou. Un appuntamento importante per la regione è Il festival “triangolo del balafon, dedicato allo strumento musicale tradizionale, si svolge ogni anno nella città di Sikasso.

 

GAO

Città situata all’estremo est del Mali orientale. Adagiata sulle rive del fiume di Niger, si affaccia alle soglie meridionali del deserto del Sahara. È posizionata a circa 320 chilometri, direzione sud-est, da Tombouctou. Gli abitanti sono prevalentemente di etnia Songhai. Fondato dai pescatori nel settimo secolo, è uno di più vecchi centri commerciali in Africa occidentale. Gao è divenuta capitale dell'impero di Songhai prima dell’undicesimo secolo. Secondo le usanze Songhai la città prosperò come centro commerciale dedita alla ricezione ed al trasporto della merce per le vie Sahariane. Importante crocevia per oro, rame, schiavi e sale.

Il regno Maliano annesse per la prima volta Gao nel 1325, ma i Songhai ne riguadagnarono il controllo circa 40 anni dopo, nel 1365. La successiva impronta Marocchina, fece si che Gao stessa rientrasse a far parte di un progetto di sviluppo molto più ampio, fino al 1591, trasformando ed ampliando i settori commerciali che già vi operavano. In seguito vi fu un calo d’interesse commerciale che portò la città stessa alle condizioni attuali. Oggi Gao serve da collegamento fluviale, fungendo da “lungo braccio” alle merci che giungono o partono dalle città di Mopti e Kulikoro. Un incrocio di strade nel Sahara collegano la città con l'Algeria, con Timbuktu, mentre una direttrice importante la collega con Mopti. I raccolti (frumento, riso e sorgo) si sviluppano da irrigazione vicino alla banca del Niger, anche grazie alla discreta quantità di fosfati estratti nella zona a Nord di della città, Tilemsi.

 

RIMANDI D’APPROFONDIMENTO:

 

Bamako: E’ la capitale del Mali ed è situata sulla riva sinistra del Niger a 330 m.s.m. e a 140 Km dal confine con la Guinea. Fu occupata nel 1883 dai francesi e allora era solo un piccolo villaggio. Nel 1904 la città fu collegata con la ferrovia a Dakar, in Senegal. Nel 1908 divenne capoluogo amministrativo dell’ex-Sudan francese.

La posizione geografica e la funzione di capitale hanno favorito la sua grandissima espansione demografica ed edilizia. La pianta topografica è a struttura radiale, focalizzata sul triangolo formato dal viale Modico Keita, il viale del Popolo e i binari della ferrovia. A Sud del viale Modico Keita vi è la piazza Lumumba, che porta al Ponte dei Martiri che a sua volta porta a Via Ségou, l’arteria principale per uscire dalla città. La stazione ferroviaria si trova pure in centro. Bamako vanta buoni servizi sociali, scuole di istruzione tecnica ed università. E’ un importante mercato agricolo, possiede industrie leggere (mobili, utensileria, materiali da costruzione, tessuti, saponi, sigarette e prodotti alimentari).

La capitale ha molti mercati, con innumerevoli bancarelle e intrattenimenti quotidiani. Ci si può recare al “Gran Marché“ dove si possono acquistare tessuti, pozioni, pesce secco e altre mille cose o al Mercato dei Feticci, che mette in mostra tristi merci, come teste di scimmie seccate, lucertole e altro per gente superstiziosa e con problemi di varia natura. Importante è il mercato di Medina, che assomiglia ad una immensa baraccopoli commerciale e il Villaggio degli Antiquari, dove gli artigiani espongono i loro lavori e dove si possono acquistare parecchi e differenti oggetti di artigianato. Interessante è pure il Museo Nazionale, che fu rimesso a nuovo nel 2003 e che possiede spettacolari maschere, copricapo e capi di abbigliamento appartenuti ai Tellem. Bamako è un’ importante nodo di comunicazione sulla linea Dakar-Koulikono, possiede strade asfaltate per Mopti e Ségou. È collegata con la Guinea (Kankan) e con il Burkina Faso. Possiede un aeroporto internazionale ed è un importante scalo fluviale.

 

Ségou (100.200 ab.): E’ una cittadina che si estende per 5 Km lungo la riva destra del Niger, ricca di vegetazione e molto caratteristica. Fu fondata nel VII sec. dai pescatori Bozo. Raggiunse la massima floridezza nel XVIII sec. come capitale dei regni creati da Bambara e Tektur. Nel secolo successivo divenne una roccaforte dell’islamismo. E’ un interessante centro artigianale, dove si possono acquistare bei “bogolan” (pitture con fango e colori naturali).

 

Kayes (86.500 ab.) : E’ capoluogo dell’omonima regione. Sorge sulla riva sinistra del fiume Senegal, nel punto in cui il fiume cessa di essere navigabile. E’ un centro commerciale importante per la gomma e le arachidi. Possiede impianti per la lavorazione delle pelli. Il suo mercato è frenetico e attraente, ma pochi sono i turisti che vi sostano a lungo. Un luogo da vedere è il Forte di Medina, un sito di difesa coloniale francese ormai in rovina. Kayes si trova sulla linea ferroviaria che da Dakar va a Bamako e Koulikoro sul Niger. Possiede un aeroporto nazionale.

 

Mopti (112.700 ab.): E’ capoluogo dell’omonima regione. Sorge su un ramo interno del Niger, tra il Niger e il suo affluente Bani a 440 Km a Nord Est di Bamako. L’abitato si estende su tre rilievi che al momento delle piene diventano isole, collegate tra loro da ponti. Mopti possiede uno dei mercati più importanti del Mali per l’agricoltura, la zootecnia e il salgemma. Ha pure un porto fiorente sul Niger, con piccoli cantieri navali per la costruzione di barche e piroghe. Vi si svolge pure un ricco commercio di pesce fresco e secco. Sulle acque fervono viaggi e spostamenti verso Djenné e Timbuktu. Le sponde del fiume custodiscono, in attesa di essere immesse sui mercati, le lastre di salgemma ammonticchiate, tagliate alla maniera biblica e lucenti come marmo. Interessante da vedere, sempre dall’esterno, è la Grande Moschea costruita nel 1935. Vivacissimo è il mercato dei souvenirs, con tappeti, gioielleria etnica, vasellame, ed altro. Mopti è un importante nodo stradale e possiede un aeroporto nazionale.

 

Sevaré: è una cittadina a soli 12 km da Mopti, dal sapore antico con strade color rame e bazar affollati.

 

Sikasso (25.000 ab.): E’ il capoluogo dell’omonima regione situata sul confine col Burkina Faso, nel Sud del Mali e patria dell’etnia Senufo. Si trova in posizione collinare ed è un’importante zona agricola. Fu capitale di un regno Bambara. L’antica città di Sikasso giace nel centro della regione più lussureggiante del Mali tra intrichi di alberi di mango e campi coltivati. La vita si svolge attorno al suo caotico mercato.

 

Gao (38.300 ab.): E’ il capoluogo della regione omonima, situata sulla riva sinistra del medio Niger. Da qui partono le strade che portano ad Est e a Nord Est del Mali verso il Burkina Faso, il Niger e la Nigeria. Qui vi è l’arrivo della camionale. A Gao si ha la sensazione di un luogo di frontiera selvaggio. La città fu capitale dei Songhai nell’ VIII sec d.C. e raggiunse l’acme tra il XV e il XVI sec. come prospera città commerciale. A quel periodo risalgono le tombe dei sovrani Aski, che resero questa città una delle più famose d’Africa e che ancora si possono visitare. Gao possiede una straordinaria moschea del 15° secolo.

 

Djenné (21.200 ab.): E’ forse l’unica città del Mali completamente costruita in fango secco e mattoni di argilla cotti al sole. I suoi edifici sono lisci e monocromatici. Dal 15° e 16° sec. poco è cambiato. Era ed è un centro commerciale che accentra la vita intorno alla “ Grande Moschea”, il più grande edificio al mondo fatto di mattoni di fango. MALI – Città principali 3

Ogni anno, a data fissa, viene effettuato il restauro del fabbricato, che subisce lesioni e si scioglie durante la stagione delle piogge. Durante il mese di marzo o di aprile, squadre di uomini dei vari quartieri della città si danno da fare per ricostruire le parti lesionate. Il lavoro avviene all’alba e quando il sole si alza tutto deve essere finito. Gli operai si arrampicano su per le travi di legno di palma che fanno da sostegno alla Moschea, usandole a mo’ di scale a pioli, e sfidando la gravità.

Il Grande Mercato, che avviene settimanalmente intorno alla Moschea, è un tripudio di colori, che contrastano con la tinta sbiadita degli edifici. Molto interessanti e numerose sono le belle case dei Marabou, uomini saggi, costruite e decorate in stile marocchino, con le finestre rifinite in ferro battuto e le persiane in legno con grosse borchie di metallo.

 

Timbuktu (35.300 ab.)

E’ il capoluogo dell’omonima regione. Sorge sulle rive del Niger in una zona arida al margine del Sahara a circa 250 m.s.m. Il suo nome deriva da “Buktu” (grande ombelico) e “Tim” (pozzo). E’ un luogo mistico, affascinante, ma anche deludente, perché le sue strade sono immerse nella sabbia, il vento spesso soffia sollevando polvere e perché essendo una meta così difficile da raggiungere, il viaggiatore si aspetterebbe un paese incantato.

E’ una città conosciuta fin dal XII sec come la “misteriosa regina delle sabbie”. Fu fondata dai Tuareg alla fine dell‘XI sec. e fu frequentata dai mercanti di Gianna. Acquistò grande rinomanza per gli scambi commerciali dei prodotti tropicali del Sudan e quelli mediterranei del Marocco e dell’Algeria, con i quali era collegata da ottime piste carovaniere. Fu anche un florido centro per lo scambio di prodotti, come il salgemma, e per il commercio degli schiavi e dell’oro. Nel corso dei secoli Timbuktu fu disputata dai re del Mali, dai Tuareg e dai Mori. L’imperatore del Mali Mansa Musa collegò le vie carovaniere all’Egitto, a Fezzan, al Marocco, alla Tunisia, all’Algeria e al Sudan Orientale. La città conobbe un momento di splendore anche sotto l’impero dei Songhai nei primi tre decenni del XVI sec.

Il diritto islamico creò a Timbuktu famose scuole coraniche e la moschea di Santoré divenne un’Università per quei tempi. Ahmed Baba (XVII sec.) fu il più insigne studioso di Timbuktu e parecchie sue opere furono qui pubblicate. Leone l’Africano ricorda i grandi palazzi che vi sorgevano e il mecenatismo di Mansa Musa. L’abolizione della schiavitù diede il colpo finale alla città, così quando i francesi la conquistarono nel 1894, non era che un ammasso di rovine. Costituì sempre un miraggio per insigni esploratori come il Long e il Barth.

Oggi possiede numerose moschee. L’agglomerato urbano ha il sapore suggestivo del passato. Un tempo era cinta da mura, che però ora non esistono più. Il “Djinguereber” è la Moschea più antica esistente in Africa dell’Ovest e fu costruita nel 14° sec. E’ sostenuta da 275 colonne. “Sankoré” è l’Università rinnovata del 16° sec, con 25.000 studenti frequentanti.

Interessante per capire la cultura e le tradizioni della città è pure il Centro di Ricerche Storiche Ahmed Baba,che possiede una straordinaria collezione di “tarikh”, documenti, che raccontano la storia del Mali. Timbuktu sembra una città intangibile e inverosimile, che di notte diventa buia, con ragazzi che salmodiano il Corano sotto le lampade stradali. MALI – Città principali 4

La città, che a Nord confina col deserto e a Sud ha il fiume Niger che quasi l’abbraccia, ha due scali fluviali sul Niger e una pista automobilistica la collega a Gao. Alcune carovaniere per il Tafilelt il Tuat, l’Hoggar sono ancora frequentate. Possiede un aeroporto nazionale.

 

Hombori

Sulla via di comunicazione tra Sevaré e Gao si trova la piccola città di Hombori, che sorge da uno spettacolare affioramento di roccia. Gli enormi massi si arrossano alla sera, mentre gli uomini fanno le loro preghiere. La parte vecchia e pittoresca di Hombori sta sul lato della vicina collina, mentre 11 Km a Sud vi è l’area del famoso luogo sacro, una formazione gigantesca che fuoriesce dal terreno chiamata “La mano di Fatima”. A Nord del villaggio vi è l’Hombori Tondo, il punto più alto e scosceso del Mali, dove si esercitano i rocciatori.

 

Bandiagara

Giace a 75 Km a Est di Mopti e a 20 Km dalla cima della falesia. E’ una cittadina polverosa e tranquilla, di passaggio. Il giorno di mercato è dunque l’unico veramente animato.

Sangha

E’ un sito Dogon ricco di luoghi sacri, e gli abitanti sono fortemente animisti. Ha uno dei mercati più grandi della regione.

 

Douenza

E’ un luogo tranquillo situato vicino a uno scenario drammatico. Infatti si trova a soli 5 Km dal primo villaggio alla base della falesia.

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